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Un Gian Burrasca a San Matteo

Attività laboratoriale pomeridiana nella scuola secondaria di San Matteo.

Mercoledì 30 e giovedì 31 maggio, al Cinema Lux di San Matteo, è stato rappresentato il musical “Gian Burrasca” tratto da “Il giornalino di Gian Burrasca “ di Luigi Bertelli, che firmò col nome di Vamba uno dei più divertenti libri per ragazzi. Il Musical è stato realizzato durante le attività laboratoriali del Tempo Prolungato che si svolgono a classi
aperte.
Tali laboratori si svolgono per 22 venerdì pomeriggio dalle 13.55 alle 16.05 e coinvolgono tutti i ragazzi del plesso che diventano protagonisti dello spettacolo chi in qualità di attore, chi di ballerino, attrezzista, corista o tecnico.
Lo spettacolo è il risultato di una attività coreutica che coinvolge tutti gli aspetti della comunicazione.
Questo progetto non è solo educativo e formativo per i ragazzi.
Grazie alla collaborazione per il raggiungimento di un prodotto finale comune, riesce a creare un miglior clima tra i docenti, li rende partecipi e appartenenti ad uno stesso lavoro che li vede condividere problemi e soddisfazioni solidificando così i rapporti fra di loro e con i ragazzi stessi.
Sofisticate ed efficaci le scenografie, realizzate dai ragazzi con il prof. Comini; elaborate e accattivanti le coreografie della maestra Tufano; coinvolgenti i cori curati dal prof. Vignoli; precisi e puntuali gli attrezzisti e i tecnici; simpatiche e innovative le pubblicità inserite nella recitazione e realizzate dagli alunni con la prof.ssa Chiovoloni; curati e ricercati i costumi della prof.ssa Baracca e magnifici gli attori che hanno saputo interpretare con “professionalità” e ritmo il testo creato dalla prof.ssa Gallippi che ha curato anche la regia.
Le rappresentazioni hanno registrato una grande affluenza di pubblico che ha assistito divertito alle rocambolesche avventure del nostro Gian Burrasca. Dal suo diario risulta chiara una cosa: ragazzi e adulti sembrano non capirsi mai. È come se vedessero il mondo con lenti diverse e ognuno si regola a modo suo, ma forse a volte bisognerebbe restare bambini per riuscire ad interpretare nel modo più giusto la vita!

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